Email Truffa sui rimborsi fiscali: occhio ai messaggi di phishing

L'articolo è interessante? Condividilo!Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+

L’Agenzia delle Entrate ha rilasciato in data 06 maggio 2014 un comunicato stampa relativo ai messaggi di phishing che in molti hanno ricevuto sulla propria mail dall’indirizzo agenziaentrateit@secureserver.net legato ad un fantomatico rimborso fiscale.

In questi messaggi di phishing viene utilizzato il logo dell’Agenzia delle Entrate, e la finalità è quella di portare chi riceve il messaggio a cliccare su un link collegato alla scritta “chiedi il rimborso“. A questo link è stata collegata una pagina fittizia, sempre riportante il logo dell’Agenzia delle Entrate in cui si chiede al contribuente di inserire i suoi dati personali e anche altri dati, come ad esempio i codici di carta di credito.

Chiaramente l’Agenzia delle Entrate tiene a sottolineare la propria totale estraneità alla cosa, oltre a suggerire ai contribuenti di non fidarsi di tali messaggi di phishing, e di conseguenza di astenersi dal cliccare sul link e soprattutto dal fornire propri dati personali in questo modo.

L’Agenzia delle Entrate non invia mail comunicazioni via mail per rimborsi fiscali, e inoltre non chiede mai informazioni sulle carte di credito dei contribuenti, per cui occorre fare molta attenzione.

Quello del phishing è un fenomeno in larga diffusione negli ultimi tempi. Il phishing  è una forma di truffa telematica che prevede l’invio di massa di messaggi, nella maggior parte dei casi di email, che spingano gli utenti a rilasciare propri dati personali e in particolare numeri di conto e numeri di carte di credito.

Infatti il termine “phishing” è una variazione della parola inglese “fishing”, che in italiano significa pescare. Tramite questi messaggi di phishing  i truffatori lanciano virtualmente degli ami aspettando che qualcuno abbocchi e cada nella truffa.

Oltre al caso particolare dell’Agenzia delle Entrate sopra descritto, uno dei casi di phishing più diffusi in Italia è senza dubbio il phishing delle Poste.

E’ capitato a molti di ricevere una e-mail da Poste italiane in cui si richiedeva la compilazione di un modulo per aggiornare i propri dati, o perché la postepay fosse in fase di scadenza.

Per difendersi dal phishing è importante, per prima cosa, verificare con attenzione da quale indirizzo la mail provenga. Questo può essere ad esempio clienti@postaitaliane.it, per cui l’indirizzo sarà sempre molto simile e ricondurrà in qualche modo a Poste Italiane, ma non potrà essere identico agli indirizzi reali.

Ma la difesa principale dai messaggi di phishing è la diffidenza nei confronti di chi chiede dati relativi ai propri conti o carte di credito. In questi casi, nel dubbio, conviene chiamare l’ente o la società di riferimento, ad esempio Poste Italiane o l’Agenzia delle Entrate e chiedere un chiarimento.

Prestitoa.it

 

L'articolo è interessante? Condividilo!Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+
Email Truffa sui rimborsi fiscali: occhio ai messaggi di phishing ultima modifica: 2014-05-07T12:38:14+00:00 da prestitoa