Usura Mutui: I Tribunali danno torto alle Iene?

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Quello sull’usura dei mutui e dei finanziamenti e sugli interessi di mora è stato uno dei servizi più interessanti delle Iene fatti negli ultimi tempi. Il servizio visibile a questo link sottolineava una sacrosanta verità, ovvero che quando le banche sbagliano è possibile richiedere dei risarcimenti.

Fermo restando che è opportuno verificare il proprio contratto di finanziamento o di mutuo acquisto casa, in modo da capire se il tasso applicato sia nei limiti di legge e che, qualora non lo fosse, sarebbe possibile richiedere un risarcimento, ciò che bisogna chiarire è l’interpretazione legata alla somma degli interessi del finanziamento e degli interessi di mora.

Nel servizio, infatti, si sosteneva che la somma degli interessi del finanziamento  e degli interessi di mora (ovvero gli interessi da pagare in caso di ritardi nei pagamenti), non dovessero superare il tasso limite d’usura, ovvero il tasso che Banca d’Italia trimestralmente stabilisce e impone come limite per l’applicazione degli interessi.

Sebbene alcune sentenze abbiano avvalorato questa tesi, occorre fare alcune distinzioni in merito al contratto perché le voci relative agli interessi di mora possono essere espresse in modo differente all’interno di esso, in quanto ulteriori sentenze “sembrano” andare contro questa procedura.

La sentenza 5949 del 18 aprile 2014 e quella del 15 aprile 2014 del Tribunale di Napoli, la sentenza del 30 aprile 2014 del Tribunale di Verona, la sentenza 1244 del Tribunale di Torino, dicono nella sostanza la medesima cosa.

Non è possibile giudicare un contratto come non valido se la somma del tasso di interesse corrispettivo e degli interessi di mora superino la soglia d’usura. Questo perché, secondo le sentenze, il tasso di interessi di mora è in sostituzione del tasso di interesse corrispettivo ed è lo stesso tasso di interessi di mora a dover rispettare i limiti dell’usura, non la somma tra il tasso corrispettivo e quello d’usura.

Queste sentenze, dunque, hanno chiarito un punto fondamentale, ovvero che non è possibile giudicare un contratto di finanziamento irregolare se la somma del tasso di interesse corrispettivo e del tasso di interessi di mora superi la soglia d’usura. Ma è opportuno comunque fare attenzione, in quanto anche le Banche possono commettere errori. Il tasso di interesse corrispettivo va verificato, così come anche il tasso di interessi di mora ed entrambi, separatamente, non devono superare la soglia d’usura.

Vi sono però casi in cui, nel contratto di finanziamento, non sia specificato un tasso di interessi di mora specifico, ma si dichiari che, al tasso di interesse corrispettivo sarà aggiunta un’ulteriore percentuale (una maggiorazione) di determinati punti percentuale che determinerà gli interessi di mora. In questi casi, come sancito anche dalla sentenza della corte di cassazione 350/2013, le due percentuali vanno sommate e confrontate con la soglia d’usura. Nella sentenza menzionata, il tasso di interesse corrispettivo sommato a questa percentuale di interessi di mora, generava un tasso di interesse superiore al tasso soglia, ed è a questo che il servizio delle Iene faceva riferimento.

Purtroppo, però, in molti casi l’interpretazione di questa sentenza è stata ampliata in modo eccessivo e in tanti, sulla base degli interessi di mora, hanno chiesto risarcimenti alle banche che non spettavano, perdendo così la causa, e ritrovandosi a dover anche rimborsare le spese processuali. Tale comportamento è stato senza dubbio alimentato dall’esponenziale aumento di “professionisti” che, a pagamento, danno una consulenza alcune volte errata al cliente con il solo fine di speculare.

Riassumendo, se in un contratto di mutuo o di prestito trovate le voci Tasso di interesse e Tasso di interessi di mora con una percentuale specifica, non andrà effettuata la somma delle due percentuali per verificare l’eventuale superamento della soglia d’usura, ma i due tassi andranno verificati singolarmente. In questo caso, il tasso di interessi di mora sarà sicuramente maggiore rispetto al tasso di interesse, in quanto questo sarà già frutto della somma del tasso di interesse + una maggiorazione.

Se nel contratto, invece, alla voce interessi di mora trovaste una dicitura quale: maggiorazione di “ad esempio” 3 punti percentuali (3%) oltre il tasso di interesse, dovreste chiaramente sommare questa percentuale al tasso di interesse indicato nel contratto di prestito e confrontarlo con il tasso soglia vigente al momento della stipula del contratto.

Qualora si riscontrasse un’anomalia negli interessi di mora o nel tasso di interesse corrispettivo, secondo la legge, si avrebbe diritto alla restituzione degli interessi versati fino a quel momento, e non si dovrebbero più interessi per tutto il finanziamento, in quanto la clausola legata agli interessi sarebbe considerata nulla.

Speriamo di aver fatto chiarezza sulla vicenda e consigliamo di fare attenzione.

Prestitoa.it

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Usura Mutui: I Tribunali danno torto alle Iene? ultima modifica: 2014-05-13T15:01:10+00:00 da prestitoa