Agenzia delle Entrate – Riscossione Pignoramento

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L’agenzia delle entrate è parte della pubblica amministrazione italiana e dipende direttamente dal Ministero dell’Economia e delle finanze ed ha la funzione di eseguire accertamenti e controlli fiscali circa la gestione dei tributi.

Garantisce quindi che ogni cittadino adempia agli obblighi fiscali quale contribuente occupandosi anche dell’integrazione dei servizi informativi attinenti alle funzioni discali con trascrizioni e iscrizioni riguardo i diritti sugli immobili.

È compito dell’Agenzia delle Entrate vigilare sulle entrare tributarie erariali che non si trovano sotto la competenza di altre agenzie o amministrazioni. Il compito di perseguire l’adempimento agli obblighi fiscali avviene sia attraverso l’assistenza ai contribuenti, sia con controlli volti a contrastare l’evasione fiscale.

In questa ottica, l’Agenzia delle Entrate si occupa anche di riscossione e pignoramenti dunque, partendo dalla rateizzazione degli importi dovuti, per cui questa agenzia rappresenta il principale interlocutore, o da una eventuale sospensione del debito con Equitalia, la rottamazione delle cartelle, fino all’atto di pignoramento che può avvenire su conto corrente, auto, casa, stipendio, pensione, ecc.

Vediamo tutto nello specifico.

Hai bisogno di aiuto a risolvere la tua situazione? Contattaci cliccando sul pulsante qui sotto e un nostro consulente sarà a tua completa disposizione.

Rateizzazione del debito

Se hai ricevuto una cartella di pagamento e non puoi pagare il tuo debito per intero, onde incorrere nel pignoramento dello stipendio, puoi chiedere di pagare il tuo debito a rate. È possibile inviare la richiesta a mezzo raccomandata oppure presentarla ad un ufficio della sede locale dell’Agenzia delle Entrate. Fino a importi equivalenti a € 60.000 è possibile presentare la domanda anche online.

È necessario che tu sia in regola con i pagamenti e non risulti essere inadempiente già verso altri creditori. Allo stesso tempo non deve essere già stato avviato alcun tipo di pignoramento dell’Agenzia delle Entrate per riscossione.

Diversamente, una volta pagata la prima rata del piano di rateizzazione, è possibile chiedere agli uffici preposti la sospensione di un eventuale provvedimento già iscritto: può essere, ad esempio, che tu sia vittima del pignoramento auto Agenzia delle Entrate per riscossione mancata. In questo caso, l’agente competente ti rilascerà un documento per poter circolare col veicolo interessato.

Sospensione del debito

La sospensione del debito è una situazione momentanea con durata variabile, in relazione alle opportune verifiche sul debito.

Se, di fatto, ritieni che la richiesta di riscossione di un debito da parte dell’Agenzia delle Entrate non sia dovuta, puoi chiedere di sospendere la procedura affinché l’ente verifichi la tua reale situazione e si esprima con parere positivo o negativo. Nello specifico, è possibile richiedere la sospensione direttamente all’Agenzia delle Entrate se le somme richieste hanno determinate particolarità:

  • Il pagamento è stato effettuato anticipatamente alla formazione del ruolo
  • Il provvedimento di sgravio è emesso dall’ente creditori
  • La prescrizione è giunta prima della data di esecuzione
  • È in atto una sospensione amministrativa o giudiziale
  • C’è una sentenza che segnala l’annullamento del debito o di parte di esso

Qualora il tuo caso non rientri in alcuno di questo, fa attenzione poiché se il debito corrisponde a un’insolvenza attestata, è proprio quello il momento quando scatta il pignoramento.

Rottamazione Cartelle

Nel 2018 è stata introdotta la Definizione Agevolata 2018, la cosiddetta Rottamazione-ter per coloro i quali hanno uno o più debiti con l’Agenzia delle Entrate in riscossione dal 1° Gennaio 2000 al 31 Dicembre 2007.

Questa agevolazione prevede l’estinzione del debito contenuto nelle cartelle di pagamento attraverso il pagamento e il versamento delle somme dovuto senza corrispondere l’importo di alcuna sanzione o degli interessi di mora. Non rientrano comunque nella decurtazione delle spese, le somme relative alle spese di procedure esecutive e i diritti di notifica.

In questo modo è possibile di certo evitare, ad esempio, che l’Agenzia delle Entrate effettui un pignoramento sulla prima casa.

In ogni caso, non possono usufruire di questa possibilità alcune tipologie di carico quali:

  • Fondi considerati illegittimi dall’Unione Europea
  • Crediti derivanti da condanni della Corte dei Conti
  • Multe e sanzioni con sentenze penali di condanna
  • Sanzioni differenti da quelle relative agli obblighi contributivi

Qualora dunque la situazione rientri in questi punti, bisogna fare attenzione e saldare i propri debiti onde non incorrere in un pignoramento conto corrente Agenzia delle Entrate.

Quando avviene il pignoramento

La procedura esecutiva, ossia l’atto del pignoramento, può avvenire su somme di denaro, beni mobili e beni immobili. In ogni caso, tuttavia, la procedura è preceduta da un atto di notifiche che, tra le altre cose, ha funzione di ultimo avviso in quanto avviene nel momento in cui la cartella di pagamento è in attesa di saldo da più di un anno.

Proprio per questo, dall’atto di notifica, il debitore ha cinque giorni di tempo per versare quanto dovuto e risolvere così il suo debito. In questa fase è ancora possibile chiedere sia la rateizzazione del debito che la sospensione, salvo i motivi mostrati precedentemente in questo articolo.

L’unica precisazione aggiuntiva riguarda i debiti fino a mille euro dove, prima di 120 giorni dall’invio, non avviene alcun pignoramento. Comunque, in ogni caso, qualora il debitore non fosse stipendiato ma pensionato, in prima istanza si procederà al pignoramento pensione.

Vediamo ora nello specifico le possibilità di pignoramento.

Pignoramento Conti Corrente

Il pignoramento, in questo caso, suole essere effettuato sulle somme depositate sul conto corrente personale ad esclusione dell’ultimo stipendio che, di fatto, resta disponibile al debitore per qualsiasi evenienza o necessità.

Pignoramento presso terzi

Qualora il debitore avesse crediti verso terzi, che siano beni materiali o immateriali, stipendio, somme di denaro o cose di valore, allora con questa procedura si chiederà di versare al soggetto terzo, tutto l’avanzo nei confronti del creditore, direttamente all’Agenzia delle Entrate Riscossione, fino a raggiungere quanto dovuto dal debitore primario.

Pignoramento su stipendi e pensioni

In questo caso la riscossione dei debiti avverrà direttamente sul salario – o qualsiasi altra indennità – entro i suddetti limiti:

  • Un decimo, fino a 2.500 €
  • Un settimo, fino a 5.000 €
  • Un quinto, sopra i 5.000 €

Espropriazione di beni mobili e immobili

Una volta dato il via alle procedure esecutive, si può procedere alla confisca dei beni e, eventualmente, della vendita all’asta. Anche in questo caso, la legge stabilisce delle condizioni precise, necessarie, affinché l’immobile risulti acquisibile:

  • Il debitore è l’unico proprietario
  • È ad uso abitativo con unica residenza del debitore
  • Non rappresenta un bene di lusso

Per qualsiasi altra informazione in merito non esitare a contattarci. Compila il modulo e verrai subito ricontattato per una consulenza gratuita dai nostri esperti, oppure lascia un commento qui sotto.

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