Canone d’affitto in contanti? Si può o non si può?

L'articolo è interessante? Condividilo!Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Share on LinkedIn
Linkedin

Canone d’affitto in contanti? Si può o non si può?

E’ possibile pagare il canone d’affitto in contanti o è obbligatorio pagare con assegno o bonifico?

A dicembre 2013 la legge di stabilità sembrava propendere per il divieto di pagare il canone d’affitto in contanti, qualsiasi fosse l’importo del canone d’affitto. Tale legge è stata introdotta per limitare (almeno questo era il fine) l’evasione fiscale da parte dei proprietari di immobili e arginare il fenomeno degli affitti in nero. La multa prevista era anche abbastanza pesante, dall’1 al 40% dell’importo dovuto con un minimo di 3.000 euro.

Le proteste, però, hanno fatto si che il Dipartimento del Tesoro facesse marcia indietro. Attualmente, dunque, la legge non è più inderogabile, ed è stato introdotto un limite pari a 999,99 euro sotto il quale è possibile pagare il canone affitto in contanti, oltre che ovviamente con altre forme di pagamento. Sopra i 999,99 euro, rimane il vincolo del pagamento con sistemi tracciabili, come ad esempio bonifici o assegni.

Canone d’affitto in contanti: i risultati della normativa

Sostanzialmente, impedire il pagamento del canone d’affitto in contanti anche sotto i 1.000 euro non sarebbe servito ad arginare il fenomeno degli affitti in nero, in quanto se un contratto non fosse registrato comunque non risulterebbe alcun pagamento.

Difatti, il divieto del pagamento del canone d’affitto in contanti è stato sostituito dall’obbligo di fornire una prova dell’avvenuto pagamento, ovvero la classica ricevuta di avvenuto pagamento del canone d’affitto in contanti.

Anche le eventuali sanzioni che siano state ricevute dopo il primo gennaio 2014 sono state cancellate, mentre quelle per importi superiori ai 999,99 euro sono confermate. Attualmente, come nell’ipotesi precedente, la sanzione è pari ad un importo dall’1 al 40% della somma trasferita e comunque non inferiore ai 3.000 euro.

Canone d’affitto in contanti: cosa succede agli studenti in affitto?

Leggermente differente è il caso degli studenti fuori sede, che spesso condividono tra loro le spese e anche il canone d’affitto. In questi casi, a differenza dei precedenti, il limite dei 999,99 euro si intende rapportato alla quota parte a carico del singolo studente che dovrebbe versare e non al totale del canone d’affitto.

Per fare un esempio pratico, uno studente fuori sede con un contratto d’affitto che preveda un canone d’affitto di 1.300 euro dovrà versare questa somma al proprietario di casa necessariamente con bonifico o assegno. Se questo studente dividesse l’appartamento con un altro studente, a ciascuno spetterebbe pagare un canone d’affitto di euro 650, per cui al di sotto della soglia di 999,99 euro. In questo caso, dunque, gli studenti potranno versare il loro canone d’affitto anche in contanti senza rischio di alcuna sanzione.

La domanda sorge spontanea. Può realmente questa normativa essere la soluzione contro l’evasione da parte dei proprietari di immobili?

Tu cosa ne pensi del provvedimento? Lasciaci un commento!

L'articolo è interessante? Condividilo!Share on Facebook
Facebook
Pin on Pinterest
Pinterest
Share on LinkedIn
Linkedin

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.